Duties and delights
Doveri e piaceri

May 15th, 2013
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Duties and delights

What do a romance novelist and a rock guitarist have in common? They share the same name: Martina. Yes, for those who don’t know, as well as writing, I’m passionate about playing the electric guitar.

Before I became a Mum I thought I had a busy life, but little did I know about being busy until a little version of me made her appearance. Then I really realized what the word ‘busy’ meant. And the word ‘tired’.

Something had to give. In fact, more than something. And when it came to choosing between my hobbies, after short listing the two most important ones, which one was it going to be? Music or writing? Difficult one. Normally when in doubt, I go for both – that is keeping both, not dropping both. But there was no way I could write and play the guitar in the non-existent spare time, so after careful evaluation, Fenderina got temporarily put away (Fenderina is my Fender Stratocaster). She’s been hiding inside hubby’s wardrobe, out of sight, because we don’t want to be tempted, do we?

My poor Fenderina

What are the factors that made me choose Writing over Playing the guitar? I had to carefully consider the pros and cons of each one, so I asked myself some questions. I’ve always been good at asking questions, my mum tells me.

First question was: which one do I enjoy more?
Answer: Hard to say, I love both of them.
So that wasn’t a very useful question.

First score: Guitar 0 – Writing 0

Then I asked myself: which one is more practical to keep as a hobby?
Electric guitar: lots of faffing around involved, with amplifiers, pedals, sound effects, spaghetti cables everywhere, and noise. Noise means not necessarily ear-friendly, especially for family and neighbours.
Writing: very easy, you just need a notepad and a pen, or a laptop. You don’t get on anyone’s nerves, and you can do it pretty much anywhere. The latter is not applicable to the electric guitar.

Second score: Guitar 0 – Writing 1

Then I also asked myself: which of these two hobbies are you better at?
The answer was easy. I’m not a great guitarist; I’m average, possibly a mediocre musician. I just like to make lots of noise, as long as it’s rhythmic and fun. Doesn’t go well with my migraines, but what can you do?
I think I’m better at writing, that doesn’t necessarily mean that I’m good at it, I’m simply comparing the two hobbies.

Third score: Guitar 0 – Writing 2

Last question: Social hobby versus solitary one.
When I played the guitar with my friends, in our rock band, we had loads of fun. We would meet regularly every Thursday after work (we all worked in the same place), get together on the basement under the stairs and have a blast. AC-DC, Deep Purple, Black Sabbath, Rainbow – just the sound of these band names makes want to get up and grab Fenderina. I must resist.

Fourth score: Guitar 1 – Writing 2

Writing is a solitary activity. Yes, you can do it in the company of other people, but I prefer to do it on my own, and I don’t like to be disturbed when I’m immersed in it.

Now, going back to the social or solitary activity: which one do I prefer? I love both: being in the company of other people as well as being in my own company. So, I’ve got to assign another point to Writing.
That was possibly another not-so-useful question, which brings us to the final score:

Fifth score: Guitar 1 – Writing 3

It’s clear that Writing had to win.

I do occasionally pick up Fenderina and have a little play; you wouldn’t want her to think she’s been completely abandoned. But she doesn’t get the same attention my writing gets. I hope she doesn’t develop an irrational jealousy at some point, which could sabotage my future as a rock star. (I need to have a back-up plan, if I don’t make as a best-selling novelist).

Have you ever had to give up any of your hobbies? What were the circumstances?

Doveri e piaceri

Che cos’hanno in comune una scrittrice di romanzi rosa e una chitarrista rock? Hanno lo stesso nome: Martina. Ebbene sì, per chi non lo sapesse, oltre allo scrivere, sono appassionata di musica, nello specifico suonare la chitarra elettrica.

Prima di diventare mamma credevo di essere molto impegnata, ma non conoscevo il vero significato della parola ‘impegnata’ finché una mini versione di me non è venuta al mondo. Allora sì che ho capito cosa volesse dire essere impegnata. E anche essere ‘stanca’.

Qualcosa doveva saltare. In effetti, più di qualcosa. E quando ho valutato i miei hobby, e ho ristretto la scelta ai due più importanti, quale dovevo mollare? La musica o lo scrivere? Molto difficile. Di solito se ho dei dubbi, vado per entrambi – cioè, tengo entrambi, non mollo entrambi. Ma non c’era modo che potessi scrivere e suonare la chitarra nel tempo libero che non esisteva. Quindi, dopo un’attenta valutazione, Fenderina è stata temporaneamente messa da parte (Fenderina è il nome che ho dato alla mia Fender Stratocaster). È ancora nascosta dentro l’armadio di mio marito, fuori da ogni sguardo curioso, perché mica possiamo farci tentare, vero?

My poor Fenderina

Quali sono stati i fattori che mi hanno fatto scegliere di scrivere, invece di suonare la chitarra? Ho valutato i pro e i contro di ciascuna opzione, mi sono posta parecchie domande. Sono sempre stata brava a far domande, mi dice la mamma.

Prima domanda: quale dei due hobby preferisco?
Risposta: difficile da dirsi, li amo entrambi.
Ecco, domanda non proprio utile.

Primo punteggio: chitarra 0 – scrivere 0

Poi mi sono chiesta: quale dei due hobby è più pratico tenere?
Chitarra elettrica: c’è parecchio da armeggiare tra amplificatori, effetti sonori, pedali, spaghetti di cavi sparsi qua e là, e tanto baccano. Il baccano non è necessariamente piacevole per l’orecchio, sopratutto quello dei familiari e vicini.

Scrivere: molto facile, ti serve solo un blocchetto e una penna, oppure un portatile. Non dai sui nervi a nessuno e lo puoi fare praticamente dappertutto. Ecco, quest’ultimo non vale per la chitarra elettrica.

Secondo punteggio: chitarra 0 – scrivere 1

Poi mi sono chiesta: in quali di questi due hobby me la cavo meglio?
La risposta era semplice. Non sono una gran chitarrista; sono nella media, possibilmente anche mediocre. Mi piace far casino, basta che sia ritmico e divertente. Non va molto bene con le mie emicranie, ma che ci posso fare?

Penso di cavarmela meglio nello scrivere. Ciò non significa necessariamente che sia una brava scrittrice, sto solo paragonando i due hobby.

Terzo punteggio: chitarra 0 – scrivere 2

Ultima domanda: hobby socievole o solitario?

Quando suonavo la chitarra coi miei amici, nel nostro gruppo rock, ci divertivamo un sacco. Ci incontravamo ogni giovedì sera dopo il lavoro (eravamo tutti colleghi), ci ritrovavamo nel seminterrato del centro, e non ci fermava nessuno, tra AC-DC, Deep Purple, Black Sabbath, Rainbow, insomma, solo il suono di questi nomi mi spinge ad alzarmi e andare a scovare Fenderina. Devo resistere.

Quarto punteggio: chitarra 1 – scrivere 2

Scrivere è un’attività solitaria. Si può fare anche in compagnia di altre persone, ma io preferisco farlo da sola, e mi piace starmene per conto mio quando sono completamente assorbita nella storia che devo raccontare.

Quindi tornando alla domanda sull’hobby socievole o solitario, quale preferisco? Adoro entrambi, sia essere in compagnia di altre persone, che in compagnia di me stessa. Questo significa che devo dare un altro punto allo scrivere.
Forse neanche questa era una domanda molto utile; il che ci porta al punteggio finale:

Quinto punteggio: chitarra 1 – scrivere 3

È chiaro che doveva vincere lo scrivere.

Ogni tanto però vado a scovare Fenderina e strimpello un po’; non vorrei che pensasse che l’ho completamente abbandonata. Eppure non riceve la stessa attenzione che dedico allo scrivere. Spero che non sviluppi una gelosia irrazionale prima o poi, cosa che potrebbe sabotare il mio futuro da rock star. (Devo per forza avere un back-up, nel caso non diventassi una scrittrice best-seller.)

Avete mai dovuto rinunciare a qualche hobby? In quali circostanze?

39 Comments to “Duties and delights
Doveri e piaceri”

  1. Carla says:

    Oh, non sapevo fossi una musicista! Ecco un’altra cosa che abbiamo in comune. Io canto.
    Facciamo un duo? :D
    Che peccato che hai abbandonato la chitarra. Come hai fatto? Magari non canto più in un gruppo (ma perché non ho mai trovato gente affidabile), però per conto mio canto sempre. Ho un piccolo “studio di registrazione” (cioè un mixer, un microfono a condensatore, cavi vari e Cool Edit sul mio pc portatile) e mi diverto a registrarmi su qualche base. A volte me ne prepara qualcuna ad hoc un amico cantautore. ;)
    Se dovessi scegliere tra scrivere e cantare, non sceglierei. Entrambe le cose mi danno troppa gioia. A costo dedicare al canto anche solo un’ora alla settimana, lo faccio comunque.
    Ma il punto è che cantare è sì un hobby per me, ma scrivere assolutamente no. È un lavoro! :)

    • Stefania says:

      Oh, Carla, ci manca solo il batterista, al limite: io e Martina alle chitarre e Francesco al basso, più tu alla voce. Con questa formazione alle brutte ci esce un unplugged in qualche pub di Piccadilly! :D

    • martina says:

      Brava Carla, per esser riuscita a tenere entrambi gli hobby. Dietro suggerimento di Stefania, siamo gia’ a buon punto per formare la prossima band. Ci manca solo il batterista :-)

      E’ bello che tu possa dedicare molto tempo alla scrittura, il fatto che la consideri un lavoro significa che le dedichi parecchie ore al giorno. Per me questo rimane ancora un sogno, visto che il mio lavoro e’ un altro e poi ho una bimba piccola. Conto di riscattarmi quando andra’ a scuola, e per il momento, con 5-6 ore libere a disposizione a settimana, I’ve got to make them count! E quindi le dedico allo scrivere, e Fenderina poverina, hasn’t got a chance!

      • Carla says:

        Non è che considero la scrittura un lavoro, lo è!
        Qualsiasi cosa che faccio in maniera professionale è di fatto un lavoro. In più ci guadagno anche dei soldi, per cui non c’è altro modo di definirlo.
        La scrittura era un hobby quando scrivevo da ragazzina e nel contempo studiavo. A quel tempo non avevo nessuna particolare pretesa, come non ho pretese adesso di fare chissà cosa con i file delle canzoni che canto. Canto solo per il piacere di farlo. Invece scrivo per pubblicare, per i miei lettori, non solo per me. E ho progetti e ambizioni per il futuro.
        Può essere un hobby andare a teatro, al cinema, viaggiare, cantare, fare Zumba, guardare le serie TV, leggere, ma scrivere è la mia vita :)
        Anche io sono continuamente in lotta con il tempo, lavoro almeno 14 ore al giorno (scrittura, traduzione, siti web, promozione per i miei libri, gestione del booking di un musicista, gestione nella parte burocratica della mia ditta… è tutto lavoro). Vado a dormire sapendo che appena mi alzo mi devo mettere di nuovo al pc. Se avessi il tempo, farei anche di più. Non sai quanto soffro certi weekend o certi giorni di festa che sono costretta a non fare nulla. Davvero.
        Alla fine se dovessi rinunciare a qualche cosa non sarebbe una rinuncia, ma semplicemente una cosa che non desidero fare abbastanza.
        Certo, non ho un figlio, ma devo stare dietro ai miei genitori (hanno solo me), al mio ragazzo quando viene qui e ai miei problemi di salute che mi rubano tempo tra analisi, visite e andare mille volte a fare ricette, in farmacia o al dispensario.
        Alla fine chi ha la peggio è la mia casa, ma diciamo che non considero la cura della casa un hobby né tanto meno un lavoro! :D Per fortuna è piccolina. Se la abbandono per settimane, in mezz’ora torna come nuova. ;)

        • martina says:

          Mi piace molto la tua frase “Qualsiasi cosa che faccio in maniera professionale è di fatto un lavoro. In più ci guadagno anche dei soldi, per cui non c’è altro modo di definirlo.”

          C’e’ da aggiungere che ti diverti farlo, e si dice che quando uno si diverte mentre lavora, non e’ piu’ un lavoro ;-)

          • Carla says:

            Non sono d’accordo. Io ho sempre fatto lavori che mi divertivano. Nel cercare di dare uno scopo lavorativo alla mia vita ho sempre puntato su cose che mi divertivano. Per me il lavoro non deve essere uno stipendificio, ma la prima fonte di realizzazione personale, perché ciò che faccio è costruttivo, ha anche un’utilità intrinseca (anche quella di divertire il lettore). Io sono una scrittrice e una traduttrice, non “faccio” la scrittrice e la traduttrice. Allo stesso modo in passato sono stata una ricercatrice universitaria e una tutor.
            Ti dirò di più: io mi diverto ancora di più proprio perché è un lavoro e ha un tornaconto economico, e non solo un hobby. ;)

  2. Stefania says:

    Dear Martina, I can totally sympathise you since I’ve been studying guitar for 2 years in Italy. I wasn’t a great guitar player, even if my teacher used to say that I would have been a very good jazz guit. player. But who cares about jazz, honestly? :D

    Anyway, I solved my (and your) thorny problem in the best practical way: when I came here I couldn’t bring my guitar with me as travelling with her (Yes, my guitar is a she, her name is Petra, while the acoustic one is Greta) would have been too much expensive for my pockets.

    Luckily (or not, it depends!) my fiancé has bought a classic guitar here in London… and now it starts being a problem for me, a very dangerous temptation for my writing! :D

    • martina says:

      So, you left Petra and Greta behind in Italy. That’s even more cruel than what I’ve done to Fenderina!
      And now your boyfriend is trying to tempt you with a brand new guitare … you must resist Stefania. Oscar Wilde used to say that we can only yield to temptation, but if we did so, when would our books be born?

  3. Mary Ann says:

    I also had to make this choice. For me it was between running and singing in the choir. I chose running because it was so much easier to fit in to the (non-existent!) spare time. I do miss my choir but I will go back to it when the children need me less.
    Meanwhile I do have the time to run a lot and have just joined a club. It feels so good to know you can have a family, run a home, have a profession AND do something you enjoy for yourself.

    • martina says:

      It’s great to hear this Mary Ann. Sometimes I have the feeling that, because I do so many things and lots of them part-time, perhaps I’m not doing any of them to perfection. The reality is, that we can only do what we can do with those 24 hours, and once we do our best, there’s nothing we can reproach ourselves about :-)

  4. serena says:

    Un approccio molto razionale il tuo! Io non ho due hobby che si fanno concorrenza, ho una sola grande passione, i libri (leggerle e scriverli), e per lei il tempo lo trovo sempre, a costo di lasciare la casa invivibile.

    • martina says:

      La mia casa e’ un campo minato, dappertutto trovi: giocattoli, disegni, pupazzetti, matite, macchinine, polpette di plastilina, scarpe di bambole, la lista e’ infinita. Raccogli dieci oggetti, ti volti e ce ne sono altri cinque che non avevi notato, e il bello e’ che finiscono nei posti piu’ inaspettati, incastrati tra i cuscini dei divani, infilati nei vasi dei fiori, dentro le tue scarpe. Ho rinunciato da tempo ad avere una casa in ordine, almeno finche’ la bimba non cresce un po’. Cerco solo di liberare il passaggio onde evitare di inciampare piu’ di sei volte al giorno.
      La cosa piu’ stressante sono le interruzioni: ecco, anche questa risposta al tuo commento e’ stato interrotta per ben tre volte dalla piccola peste.

      • Stefania says:

        Avere un fidanzato che divide con voi la stanza da lavoro non è diverso da avere una bambina in giro per casa, certe volte. Credetemi! :D

        • Carla says:

          Questi uomini! Quando c’è qui il mio ragazzo, passo un sacco di tempo a stargli dietro a ritirare la roba che lascia in giro, gli sportelli aperti ecc… :P
          In compenso però lui cucina ;)

          • Stefania says:

            No, la casinista della casa sono io :D
            É che mi interrompe continuamente perché ha sempre millemila cose da dirmi e da chiedere etc. É decisamente millemila volte più bello di avere un’ameba con cui non puoi discutere di nulla, ma non quando sei in editing violento!

            PS: Martina, grazie al tuo anti-spam system sto diventando un drago della matematica! XD

          • Carla says:

            Anche io sono casinista, ma in confronto a lui mi sento superordinata! :D

  5. Great post and I do hope you and Fenderina enjoy happy times together in future. I’ve never made a conscious decision to give up a hobby, although there are a few things I never quite seem to get around to… overall, I suspect I make time for the things I want to do, which implies my neglected hobbies are less important.

    • martina says:

      I ‘resisted’ giving up on Fenderina for ages, but I noticed that I kept feeling frustrated because I hadn’t managed to fit it in in the last week, or in the last month, and I kept getting angry at myself, as if somehow I had to find the time. But any time I would find for Fenderina, meant something else (equally important such as writing a new chapter of my book) had to be left behind. When I made the decision to ‘park’ her for a while, I felt a little sad, but no longer guilty afterwards. And I know that sooner or later we will be happy together again :-)

  6. È fantastico scoprire l’anima rockettara che c’è in te, cara Martina!
    Hai fatto benissimo a privilegiare la scrittura, perché sei molto brava. Ma vedrai che prima o poi riuscirai a tirare giù anche la Fender che hai ‘appeso al chiodo’.
    La verità è che, soprattutto noi donne, con tutti i conti che dobbiamo far tornare siamo costrette inevitabilmente a mettere da parte qualcosa delle tante che vorremmo fare.
    Per rendere il tutto più equilibrato, sto imparando – quando possibile – a delegare. Posso non fare tutto, mi ripeto come un Mantra. Posso non dover fare tutto perfettamente.
    E se mi accorgo che da troppo tempo non faccio qualcosa di quelle che mi stanno più a cuore (leggere, andare al cinema, fare lunghe passeggiate, praticare yoga…) mi impongo di riprenderla almeno per un po’. Per avere la sensazione di non averla abbandonata del tutto…

    • martina says:

      La mia anima rockettara e’ evidente nel personaggio di Ernesto del mio libro “Un Patto con una Sconosciuta”. Ho fatto fare a lui, quello che io non riesco piu’ a fare ;-)

      Per quanto riguarda il delegare, io sono una maestra, delego tutto quello che si puo’ delegare, non solo nella vita privata, ma anche a lavoro. Eppure le ore sono sempre quelle. Pero’ carino quello che tu dici alla fine: ogni tanto riprendere le cose di cui siamo appassionati, cosi’ sappiamo di non averle del tutto abbandondate. Potrei applicare questo principio non solo a Fenderina, ma anche agli altri hobby che ho dovuto trascurare.

  7. Stefano says:

    Ciao, stavo facendo un ragionamento simile l’altro giorno, e sono arrivato ad una conclusione illuminante: scrivere è un hobby che costa pochissimo.

    (e in tempi di crisi vogliamo ignorarlo ?)

    • martina says:

      Hai perfettamente ragione Stefano, a questo non ci avevo pensato. Scrivere e’ alla portata di tutti. Quando ero giovanissima non potevo permettermi le lezioni di chitarra, e ho dovuto aspettare parecchio. Non potevo neanche permettermi la chitarra! Eppure scrivevo, perche’ quello non costava niente, e insieme a quello leggevo tanto, dopotutto la biblioteca pure era gratis. Forse anche questa e’ una motivazione che mi ha permesso di esercitarmi nello scrivere fin da ragazzina :-)

  8. Lisa says:

    Oh yes, the hours I wasted B.C. (before children to those who are religious!) not even doing much in the way of hobbies – didn’t realise I had any til I couldn’t do them anymore! Now my “hobbies” seem to have morphed into washing up, cleaning and tidying!!I very rarely write as I do need peace and quiet to do it in. In fact I actually have to leave the house because otherwise I run the risk of enquiring faces, fingers and voices cluttering my thought processes as they abandon Daddy in the living room to head up to Mummy! BUT my youngest will be starting pre-school in September – how excited am I!!! At last I should have a few hours to myself, must juat make sure I don’t spend them cleaning and tidying……..!

    • martina says:

      Oh Lisa, I know the feeling. And I only have one daughter.
      Do not despair. when your little one goes to pre-school you’ll have three hours every day to yourself. You can achieve a lot in three hours, and please don’t use them to carry on with the house chores, you can do those later (or earlier). Just use those special hours to do what you like best!

  9. Jitka says:

    Hi Martina,
    What a nice thought provoking blog!
    Actually i never wanted to give up anything and as my main hobbies are sports and traveling, it quite nicely fitted even into a family life – we’ve been doing orienteering and had some regular sessions of badminton, but after the chemotherapy for b-cell lymphoma I was really tired and gave up most of the delights or regarded them as duties.
    I’m happy that is is now only a memory and I’m returning to cycling and some other hobbies which I consider necessary for a balanced life.
    One can live only of duties.

    • martina says:

      Thank you Jitka for your lovely comment. A serious illness can take a lot away from us, and what before was perceived as fun, can suddenly become hard work, a burden. Perhaps it’s simply because our body needs time to recharge, to go back to normal. And often people who have fought difficult illnesses, establish new priorities, when they recover.

      I am really pleased to hear that you’ve gone back to your hobbies; we often forget that ‘fun’ is an important component of life. We tend to assume that it’s only something that kids should have, but it’s fundamental to us adults as well. And duties, yes, that is a word that I would happily remove from the dictionary!

  10. Giovanni says:

    Io canto, almeno cantavo e mi piaceva molto, poi ho smesso.
    Scrivo e anche quello dovrei smettere. Però non la voglio dar vinta.

  11. [...] we’re not that good at. Take my drawing example. I also mentioned in my old blog that I loved playing electric guitar, in particular hard rock. I played for several years, been to lessons, been part of a band which [...]

  12. [...] mio vecchio blog ho parlato del fatto che adoravo suonare la chitarra elettrica, in particolare l’hard rock. Ho suonato in un gruppo per parecchi anni, sono andata a lezioni [...]

  13. [...] mio vecchio blog ho parlato del fatto che adoravo suonare la chitarra elettrica, in particolare l’hard rock. Ho suonato in un gruppo per parecchi anni, sono andata a lezioni [...]

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