How a book is born. Part 5: the Why
Come nasce un libro. Parte 5: il Perché

October 24th, 2012
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How a book is born. Part 5: the Why

I’m not going to talk about why a person writes a book. I’m going to talk about why a person writes that specific book. I’m referring to fiction, of course.
When you choose to tell a story, what motivates you? Maybe it’s a topic in fashion at the moment, so you expect it will sell well. Perhaps you just want to entertain, and simply tell a good story. Maybe you’re trying to draw attention to a specific issue, something that can make people think, and possibly a story, rather than a non-fiction book, may work best. I’m sure there are other reasons, but they don’t come to mind right now.

The process is not one way though. The readers play an important role too, and each of them may interpret the book in their own way. Sometimes, they can assume things that the writer didn’t mean to suggest, or they could miss an important message that the author wanted to convey.
Does this mean that there was a breakdown in communication at some point? Probably not.
Perhaps the truth is that alls of us, when we read, we choose what we want to see in that story, or simply what we are ready to see.

So, why did I choose to write A Deal with a Stranger? I don’t want to give away too much, as many of you have not read the book (and may not intend to read it). I didn’t know why I wanted to write this story when I started, my instinct was guiding me and I followed it. I think I kind of figured it out when I finished it though.

If I strip my novel of its romantic garments, and take away the beautiful Sardinia setting, what is really left? Could the story work anywhere else, with other characters and no romance involved? What is the story really about? I would say, in one word, it’s about indifference.

And here, I could write lots about indifference, but I don’t want to. It’s just something that occurred to me when I completed my book. There is a lot of suffering around us, sometimes even too close to notice. And yet, we can be indifferent to it, for all sorts of reasons. And this very indifference can have dramatic effects, causing even more suffering.

Have you recently come across a book that had a particular message for you? Or have you finished a book and felt you really understood why the author wrote that story? Or has this blog post left you particularly indifferent to the whole subject?

Come nasce un libro. Parte 5: il Perché

Non intendo discutere sul perché una persona scriva un libro. Intendo parlare del perché una persona scriva quel determinato libro. Mi riferisco alla narrativa, naturalmente.
Quando decidi di raccontare una storia, quali sono le tue motivazioni? Forse l’argomento va di moda al momento, quindi le vendite potrebbero andare bene. Oppure vuoi scrivere qualcosa che è coinvolgente, semplicemente raccontare una bella storia. Magari vuoi portare l’attenzione del lettore su un argomento particolare, qualcosa che faccia riflettere, e un racconto potrebbe prestarsi meglio che un saggio. Sono sicura che ci sono altre ragioni, ma al momento non mi vengono in mente.

Il processo non è a senso unico però. Anche i lettori hanno un ruolo importante, e ciascuno di loro può interpretare il libro a modo suo. A volte capita che capiscono cose che lo scrittore non voleva dire, oppure non colgono un messaggio importante che lo scrittore voleva trasmettere.
Ma questo vuol dire che c’è stato un problema di comunicazione? Probabilmente no.
Forse la verità è che tutti noi, quando leggiamo, scegliamo quello che vogliamo vedere in una storia, o semplicemente quello che siamo pronti a vedere.

Quindi, perché ho scelto di scrivere Un Patto con una Sconosciuta? Non voglio svelare troppo, perché parecchi di voi non hanno letto il libro (e potrebbero non volerlo leggere). Non sapevo perché volessi raccontare proprio questa storia; quando ho iniziato a scrivere, il mio istinto mi guidava e io seguivo. Penso però di averlo intuito quando l’ho finito.

Se spoglio il mio romanzo dei suoi abiti romantici, e porto via il bel paesaggio della Sardegna, cosa rimane? La storia potrebbe funzionare da qualsiasi altra parte, con altri personaggi, e senza quel tocco di rosa? Di che cosa parla veramente il libro? Forse, in una sola parola, potrei dire che parla di indifferenza.

E qui potrei scrivere un sacco sull’indifferenza, ma non lo voglio fare. È qualcosa che è mi venuto in mente quando ho finito il libro. C’è molta sofferenza intorno a noi, a volte anche troppo vicina per poterla notare. Eppure, spesso siamo indifferenti nei suoi riguardi, per tutta una serie di motivi. E questa stessa indifferenza può avere effetti drammatici, e provocare a sua volta ancora più dolore.

Avete letto qualche libro di recente, che avesse un messaggio particolare per voi? Avete finito un romanzo e vi è sembrato di capire perchè l’autore ha scelto quel tema? Oppure questo post vi ha lasciato particolarmente indifferenti sull’argomento?

10 Comments to “How a book is born. Part 5: the Why
Come nasce un libro. Parte 5: il Perché”

  1. Hi Martina,
    When I wrote Can’t Live Without, it was just a story about a woman who loses everything in a fire. But once I’d finished it – and it took a long time to finish my first novel – I realised on reading it through that it’s really about how people lie to themselves. And love, of course :)
    A lot of my fiction is, for me, about similar themes, and I guess – now your excellent blog post has made me reflect on this – that as a writer I use my fiction to explore the themes that matter to me. Things I struggle with, stuff from the past I’ve not quite come to terms with, fears about the future. It’s therapy! But many of the layers of a book, like Deal with a Stranger I’m sure, can remain hidden to a reader unless they are looking more deeply. At the end of the day, Can’t Live Without can still be read as a story about a woman who loses everything in a fire :)

    • martina says:

      Thank you Joanna for your feedback. It struck me when you said that “Cant’ Live Without” is really about how people lie to themselves.
      This must be the deepest layer of your novel, which at first may appear, as you say, a story about a woman who loses everything in a fire.

      It would be interesting to know what your readers felt when they finished your book.

      Thank you for sharing with us the themes that matter to you when you write fiction. Some of it applies to myself too :-)

  2. serena says:

    Leggendo questo post l’idea mi è andata a Cecità, di Saramago. Nel discorso per il Nobel aveva parlato di indifferenza accennando a questo suo romanzo.

  3. Massimo says:

    Indifferenza? Ma a me che me frega?

  4. Anita says:

    Mi ha fatto sorridere quando ho letto “[...]Forse l’argomento va di moda al momento[...]” perché ultimamente gli scaffali delle librerie sono piene di libri che si somigliano vergognosamente sempre di più sia nella copertina che nel contenuto.
    Per quanto mi riguarda, nella stesura del mio romanzo: Brûlant, ho voluto prendere le distanze da tutti i libri scritti sull’argomento Magia inserendo alcune tematiche di stampo orientale quali il karma e la metempsicosi. Le mie protagoniste infatti, benchè siano descritti diversi rituali magici, non si definiscono mai come streghe ma come delle spiritualiste.

    Infine, un signore molto distinto di nome Arthur Conan Doyle disse: “Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende mai la cura di osservare”.
    Se “Un patto con una sconosciuta” è un Buon Libro è proprio perché si percespisce quanto tu abbia osservato attentamente la realtà che ti circonda, indifferenza compresa.
    Un abbraccio,
    Anita.

  5. lisa says:

    I think that is the whole point of writing a novel. It gives you an avenue to explore your own thoughts, wishes or desires in a smaller timescale than it would otherwise. For example if you always wanted to be a prima ballerina and for whatever reason you aren’t – be it lack of talent, accident or whatever, you can be it in your novel and through research and feeling live the life that you want to live – or at least you thought you wanted to before you began the novel, as stories then have a habit of moving themselves along in not necessarily the same direction as we had planned. My favourite are ones with underlying truths such as “The clan of the cave bear” and “the grapes of wrath”

  6. rosaria boi says:

    Ciao, sono amica di M.Grazia e lavoro in una missione ad Archers Post Kenya, tramite tua sorella ho avuto la possibilità di leggere la tua opera. Mi è piaciuta la storia come pure averla impostata in una determinata città Cagliari…mia città natale…mi ha permesso virtualmente di percorrerla assieme al personaggio principale. Auguri per tutto Rosaria Boi

    • martina says:

      Grazie Rosaria, mi fa piacere che il mio libro ti sia piaciuto. E come Cagliaritana che vive all’estero possa averti portato dei ricordi della tua citta’ natale!

      Auguri anche a te per tutto!

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