How a book is born. Part 3: the How
Come nasce un libro. Parte 3: il Come

September 26th, 2012
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How a book is born. Part 3: the How

So, you know what your book will talk about. And you found some time to start writing it. The next phase, how it all comes together, is the hardest part. At least, according to me.

Because the message you want to convey can be in itself very interesting, thought-provoking, entertaining, etc. but if it’s delivered in a boring way, or disorganized manner, it has no impact.
It can switch the readers off, confuse them, make them put the book down. And you don’t want that. Not really. Unless you’re just writing the book for yourself, in which case, it doesn’t matter.

I had no idea of how to go about writing a whole novel. So I decided to read several books on the subject. Most of the authors agreed on the basic things, the elements that a writer should consider: setting, characterization, suspense, narration, research, opening scene, originality, dialogue, tension, identification with the characters, the list could be very long.

The more I read, the more scared I got. This looked like an enormous task, something well beyond my capacities. Should I even attempt it?
So I gave up reading about it and I decided to sit down and just write the damn thing.
However, I didn’t ignore the advice I was given on those books. I kept it in the background, as I wrote. I used what I remembered, to guide me through the process.

What is surprising, is that my story at the end, was different from what I imagined it would be. It developed and changed as I was writing it. When I finished the first draft, I decided not to re-read the book straight away. I left a gap of about two weeks. I wanted to look at it with a fresh pair of eyes.

When I re-read my novel, it felt quite different from the first time. I subjected the story to further changes, then I decided I needed the opinion of an expert. After all it was my first book, the book of a reader up to that point, not a proper writer. Who knows what kind of reaction it would elicit from a specialist in the field? So I sent the manuscript to a professional editor, in order to have a thorough assessment.

I had to wait for a while. It was as stressful as when you’re expecting your exam results. But when the evaluation arrived, I was pleased to see that my book had not been a total disaster. I still had to do some serious editing of my work. I didn’t have to get rid of huge sections, thank God, but quite a few paragraphs that I’d grown fond of had to go. Not very nice thing to do, to your own creature. But what was I going to do? Ignore the experts and keep it as it was? Not really. So I proceeded to cut, change, edit, until my book was deemed suitable to be submitted to publishers.

That is how my book came together. In the year 2006. When I recently re-read it, comparing it to the Italian version, I realized how differently I would’ve written it now. So, the how is inexorably linked to the when, the big when (mentioned in my last blog). And it makes me wonder how the adventures of Clara would’ve unfolded in 2012…

Come nasce un libro. Parte 3: il Come

Allora, sai di che cosa parlerà il tuo libro. E sei riuscito a trovare il tempo per cominciare a scriverlo. La prossima fase, come si mette insieme tutta la storia, è la parte più difficile. Almeno, secondo me.

Perchè il messaggio che vuoi trasmettere potrebbe essere di per sé molto interessante, o divertente, potrebbe anche far riflettere, ma se viene espresso in modo noioso, o disorganizzato, non riesce ad avere nessun impatto. Può spegnere l’attenzione del lettore, confonderlo, fargli posare il libro senza voglia di riprenderlo in mano. E questo non lo vuoi. Non proprio. A meno che tu non stia scrivendo il libro solo per te stesso, nel qual caso, non ha importanza.

Non avevo la più pallida idea di come scrivere un romanzo intero. Così a suo tempo ho deciso di leggere parecchi libri sull’argomento. La maggior parte degli autori concordava sugli elementi di base che qualsiasi scrittore doveva considerare: la caratterizzazione, la suspense, l’ambientazione, la ricerca, la scena di apertura, l’originalità, il dialogo, la tensione, l’identificazione coi personaggi, la lista potrebbe essere molto lunga.

Più leggevo e più mi spaventavo. Sembrava un’impresa mostruosa, ben oltre le mie capacità. Aveva senso perfino provarci?
Così ho deciso di non leggere più niente a riguardo: mi sono messa a sedere e ho cominciato a scrivere il dannato libro. Tuttavia, non ho ignorato i consigli che avevo ricevuto in quei libri. Li tenevo in mente, mentre scrivevo. Usavo le cose che mi ricordavo, per guidarmi nel processo.

La cosa sorprendente, è che alla fine, la mia storia è venuta fuori diversa da come immaginavo sarebbe stata. La trama si era sviluppata ed era cambiata man mano che scrivevo.
Quando ho terminato la prima bozza, ho deciso di non rileggere il libro subito. Ho lasciato passare due settimane. Volevo vederlo con un paio di occhi nuovi.

Poi ho riletto il romanzo; l’ho sentito diverso da come l’avevo percepito la prima volta. L’ho sottoposto ad ulteriori cambiamenti, e poi ho capito che avevo bisogno dell’opinione di un esperto. Dopotutto era il mio primo libro, il libro di una lettrice fino a quel momento, non di una vera scrittrice. Chissà quale tipo di reazione avrebbe potuto suscitare in uno che di queste cose se ne intendeva?

Così ho spedito il manoscritto ad un editor professionista, in modo da avere una valutazione approfondita.

Ho dovuto aspettare un po’. Era stressante quanto l’attesa dei risultati degli esami di maturità. Ma quando il giudizio è arrivato, ero sollevata nel vedere che il mio libro non era stato un disastro totale. Dovevo fare vari cambiamenti, ma per fortuna non dovevo liberarmi di intere sezioni, solo di alcuni paragrafi qua e là. Mi ero affezionata ad alcuni di questi. Non una cosa carina da fare alla tua creatura, ma che scelta avevo? Avrei dovuto ignorare l’esperto e lasciare com’era? Non proprio. Così ho proceduto col tagliare, correggere, riscrivere, e rimandare all’editor, finché il libro non è stato finalmente giudicato adatto per essere spedito alle case editrici.

Ecco come è stato realizzato il mio libro. Nell’anno 2006. L’ho riletto di recente, mentre lo paragonavo alla traduzione in italiano. Mi sono accorta che lo avrei scritto in modo diverso, ora. Il come sembra essere inesorabilmente legato al quando, il grande quando (menzionato nell’ultimo blog). E mi viene da pensare, chissà come le vicende di Clara si sarebbero svolte nel 2012…

8 Comments to “How a book is born. Part 3: the How
Come nasce un libro. Parte 3: il Come”

  1. Lisa says:

    I think anything read back would have been done differently. When I was starting my novels I found this great book “From idea to manuscript” which I was following – then got pregnant with my first child and stopped. Then I thought I would go back to the kids books I had had in my mind for ages, and got to the point of sending to publishers and agents to no avail. so I decided to revamp which is when I got pregnant with my second child!! My biggest problem with the children’s books is the illustration as I can’t draw myself, whereas at least for a novel you can do all the revamping yourself (with or without help!). But Martina – you have at least published which I have not and I can’t blame it entirely on the children!!

    • martina says:

      My book in English was written when I didn’t have children. I’m sure that if I had written it since I became a mum, it would have taken 3-4 times as long. You have actually managed to write the kids book once you had you first child, and revamp it with your second child. It’s amazing you got this far Lisa!
      Young children can be really exhausting, I’ve never felt as tired in my life as I feel now with a young child, and you have two. When you’re tired, it’s very difficult to be creative.
      I think you’re doing really well, and I wish you the best of luck in finding the illustrator for your book, so you can get it published soon.

  2. Luisa says:

    Leggendo gli ultimi “capitoli” del tuo blog, mi sono accorta che trovo molto interessante vedere il lavoro che c’è nell’accingersi a scrivere un libro… non ci avevo mai pensato!
    Sono convinta anche io che se tu avessi iniziato oggi a scrivere la stessa storia, l’avresti scritta in modo diverso. Io, che non scrivo libri, noto spesso, rileggendo cose scritte da me, anche recentemente, che oggi le avrei espresse in modo diverso… Ciascuno di noi ogni giorno impara cose nuove che, in qualche modo, ci cambiano o arricchiscono…quindi come direbbe qualcuno “tutto si trasforma”. Anche il nostro modo di percepire la realtà e, di conseguenza, di esprimerla. Sono certa che, se rileggerò questo mio commento fra qualche tempo, penserò “oggi lo avrei scritto diversamente”!
    Al di là di questo discorso, sappi che ti ammiro per esserti impegnata a realizzare questo tuo progetto ed esserci riuscita così bene!
    PS
    Sai che ho capito subitissimo chi è Lucilla? Il traduttore ha confermato;) Quindi mi è piaciuto molto anche il messaggio che hai voluto dare!!! Non aggiungo altro per non rovinare niente a chi deve ancora leggerlo…

    • martina says:

      Grazie per le tue parole. Sia tu che la persona precedente (in inglese) avete detto che capite come la storia potrebbe variare a seconda del momento in cui la scriviamo.

      Mi fa sorridere questo pensiero; immagino una situazione dove ogni 5 anni magari, riscrivo il romanzo secondo come mi ispira al momento, potremmo avere quindi parecchie versioni di “Un Patto con una Sconosciuta”, e magari tutte con finali diversi!

  3. serena says:

    Ops, io non ho capito ancora chi è Lucilla, o almeno non ne sono sicura… va bene, lo scoprirò leggendo. anche io mi sono divorata (e divoro tutt’ora) libri sulla scrittura. mi piace perchè sono automotivanti ed essendo sola nelle mie imprese, ho bisogno di motivazione. anzi, se hai libri sulla scrittura da consigliarmi (così li compro su amazon, visto che voglio diventare recensionista attiva), anche se sono solo in inglese (anzi, forse meglio, perchè quelli in italiano penso di averli letti tutti o quasi), sono qui!

    • martina says:

      Chi e’ Lucilla? Bisogna finire il libro per capirlo, ma non e’ detto che sara’ chiaro neanche allora, mi dirai tu ;-)

      Tra tutti i libri che ho letto su come scrivere un romanzo, quello piu’ utile e’ di Michael Legat “Writing for Pleasure and Profit”. Tuttavia ora ho visto che c’e’ un’edizione piu’ recente che si chiama “Plotting the Novel” e la vendono anche su amazon.it al costo di Euro 9,19.

      Michael Legat oltre ad essere un editore e’ stato anche scrittore di successo, quindi e’ in grado di darti il punto di vista sia della casa editrice che quello dello scrittore, e naturalmente di cosa si aspetta il lettore :-)

      Ne ho letti parecchi, ma i suoi libri li ho trovati tra i piu’ utili, diretti e pratici.

      Enjoy!

  4. Luisa says:

    Ottima idea quella di riscrivere lo stesso libro oggi…secondo me un sacco di persone sarebbero curiosissime di leggere l’ultima versione ;)

    Serena, per ora Martina non mi ha confermato che Lucilla è chi penso io… Quindi spero di avere capito bene! Potrebbe anche essere che la scrittrice vuole che ciascun lettore decida da sè… Secondo la sua immaginazione…
    Martina stai tentando di instillare nei lettori la tua fantasia???

    • martina says:

      Ho letto questa frase una volta: non ci sono due persone al mondo che leggono lo stesso libro.
      Ed e’ vero. Ogni lettore interpreta la storia a modo suo, e nel far questo anche i personaggi.

      Riguardo a Lucilla, io credo di sapere chi sia, ma talvolta ho dei dubbi pure io. Vi lascio leggere il libro fino in fondo, e poi decidete voi ;-)

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